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CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SEZIONI UNITE, SENTENZA DEL 14/12/2023 N.35092

La Corte decide definitivamente sul tasso di interesse maggiorato per il ritardato pagamento nelle transazioni commerciali (c.d.“europeo”) in ambito sanitario. 

E’ dovuto il maggiore tasso di interesse in favore delle farmacie e dei soggetti accreditati? Con una decisione poco condivisibile, la Corte considera le farmacie (per la fornitura dei farmaci di fascia “A”) come organi dello stesso S.S.N. e pertanto esclude gli interessi “europei”; considera invece i soggetti accreditati veri imprenditori commerciali cui è applicabile il tasso maggiorato.

Sconto tariffario per prestazioni specialistiche disposto dalla  L. n. 296 del 2006, art. 1, comma 796, lett. o). Corte d’Appello di Catania, sentenza 16/03/2022 n.547

Lo sconto tariffatio (rispettivamente del 2 o del 20%) sugli importi indicati, per le prestazioni specialistiche e per quelle di diagnostica di laboratorio, dal decreto del Ministro della Sanità del 22 luglio 1996, era valido per il periodo 2007/2009. Invero il Consiglio di Stato – richiamando altresì le sentenze della Corte Costituzionale nn. 94 del 2009 e 243 del 2010 che hanno escluso l’incostituzionalità del co. 796 lett. o) della legge finanziaria n.296/2006 per tale reintroduzione di un D.M. pur dichiarato illegittimo dal giudice amministrativo – ha evidenziato come, anche se annullato in sede giurisdizionale, il D.M. era valido per il periodo 2007/2009. La sentenza:

 

Esclusa l’zione di rivalsa per il pagamento delle rette di degenza. Corte di Cassazione, sentenza 29/10/2020 n.23932

“L’accoglienza di disabile grave non autosufficiente all’interno di strutture residenziali, una volta accertata per qualsiasi ragione la necessità di essa in ragione delle condizioni personali dell’interessato, deve essere attuata da parte degli enti preposti all’assistenza, per effetto della L. n. 328 del 2000art. 22, lett. g), senza che sia possibile condizionarla al previo impegno al pagamento parziale o totale dei relativi costi da parte dell’interessato o dei suoi familiari”;

“il recupero dei costi di prestazioni assistenziali di accoglienza di persone disabili in strutture residenziali da parte del Comune erogatore non può avere corso presso i familiari, dopo l’entrata in vigore della L. n. 328 del 2000, secondo la disciplina della L. n. 1580 del 1931art. 1 e ciò anche prima dell’abrogazione di tale norma ad opera del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla L. 6 agosto 2008, n. 133, nè esso può essere riconosciuto, in assenza di specifiche norme civilistiche, sulla base delle regole generali in tema di alimenti o di mantenimento, mentre può avvenire sulla base di accordi volontari con i congiunti degli interessati”.

RETTA DI DEGENZA IN R.S.A.: è legittima la richiesta di pagamento a carico dedi congiunti? La Cassazione emette sentenze contrastanti

Cass. civ., Sez. III, Ordinanza, 31/10/2019, n. 28004

Ritiene ancora vigente la L.3/12/1931 n.1580:

In tema di rimborso di spese di spedalità per il caso di degenza presso una struttura pubblica ospedaliera, l’art. 1 della l. n. 1580 del 1931 configura due tipi di azioni di rivalsa: la prima è quella di cui al primo comma, da farsi valere contro i ricoverati che non si trovino in condizioni di povertà (e, in caso di loro morte, contro i loro eredi legittimi e testamentari); la seconda è quella descritta dal terzo comma, la quale può essere esercitata verso i congiunti per legge tenuti agli alimenti durante il periodo di ricovero che si trovino in condizioni di sostenere, in tutto o in parte, l’onere delle degenze. Data la diversità delle due azioni, quanto a condizioni soggettive ed oggettive di proponibilità, deve ritenersi che quella ex art. 1, terzo comma, presupponga l’impossibilità di effettuare la rivalsa ai sensi del primo comma e, quindi, una condizione di povertà della persona ricoverata che avrebbe determinato un obbligo alimentare a carico dei soggetti individuati dall’art. 433 c.c. e che – in difetto di adempimento diretto – giustifica la rivalsa nei loro confronti. (Cassa con rinvio, CORTE D’APPELLO FIRENZE, 24/07/2017).”

Cass. civ., Sez. III, 16/10/2017, n. 24289

Ritiene abrogata la L.3/12/1931 n.1580

In caso di cure mediche e prestazioni sanitarie rese dal SSN in favore del danneggiato da fatto illecito altrui, all’Ente non compete l’azione di rivalsa prevista dall’art. 1916 c.c., né l’azione surrogatoria di cui all’art. 1203, comma 1, n. 3, c.c., difettando, in entrambi i casi, dei presupposti di legge. All’ente non compete neppure l’azione speciale prevista dall’art. l della L. 3 dicembre 1931, n. 1580, poiché tale disposizione è stata abrogata dal D.L. 25 giugno 2008, n. 122, ma, per recuperare i costi delle prestazioni rese in favore del danneggiato, il SSN può agire per responsabilità extracontrattuale, nei confronti dell’autore del fatto illecito, a ciò non ostando la gratuità delle prestazioni medesime, che opera solo nei rapporti fra SSN e degente, ma non esclude la responsabilità aquiliana del danneggiante per i costi effettivamente sostenuti dal SSN a causa della sua condotta illecita. Tuttavia, il SSN non ha titolo ad agire in sede extracontrattuale nei confronti del responsabile per recuperare i costi delle prestazioni sanitarie rese in favore della vittima di un sinistro derivante dalla circolazione di veicoli o di natanti, poiché tali prestazioni sono già compensate “ex lege” mediante il contributo sui premi delle assicurazioni per la responsabilità civile, previsto dall’art. 334 del D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209, espressamente indicato dalla legge come sostitutivo delle azioni spettanti alle Regioni e agli altri enti che erogano prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Cass. civ., Sez. lavoro, Sentenza, 09/11/2016, n. 22776

La terza linea interpretativa:

“In tema di prestazioni a carico del S.S.N., l’art. 30 della l. n. 730 del 1983 – che per la prima volta ha menzionato le attività di rilievo sanitario connesse con quelle assistenziali – deve essere interpretato, alla stregua della l. n. 833 del 1978 che prevede l’erogazione gratuita delle prestazioni a tutti i cittadini, entro i livelli di assistenza uniformi definiti con il piano sanitario nazionale, nel senso che, nel caso in cui oltre alle prestazioni socio-assistenziali siano erogate prestazioni sanitarie, tale attività, in quanto diretta in via prevalente alla tutela della salute, va considerata comunque di rilievo sanitario e, pertanto di competenza del S.S.N. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza di appello che, ritenuti unicamente di carattere assistenziale, i trattamenti farmacologici somministrati con continuità ad un soggetto con grave psicopatologia cronica ospitato in struttura idonea all’effettuazione di terapie riabilitative, aveva accolto l’azione di rivalsa esperita dall’ASL per le spese relative alla quota alberghiera del ricovero). (Cassa con rinvio, App. Venezia, 24/01/2011)

 

La Cassazione amplia i confini dell’indebito arricchimento. Cassazione Civile SS.UU. sentenza 25 maggio 2015 n.10798

La sentenza a Sezioni Unite del 25 maggio 2015 n.10798 afferma che non è necessario che l’ente pubblico riconosca l’utilità della prestazione. Si aprono nuove opportunità per il rimborso di spese mediche o di prestazioni rese dai soggetti accreditati extra budget. La sentenza:

Limite di remunerazione delle strutture accrediate. Il budget assegnato non può essere superato anche nel caso di aumento delle tariffe in corso d’anno.

T.A.R. LAZIO, SENTENZA N.12623/2007

Annullamento del D.M. 12 settembre 2006 “Ricognizione e primo aggiornamento delle tariffe massime per la remunerazione delle  prestazioni sanitarie“.

La sentenza

Tuttavaia l’art.8 del decreto legge 31 dicembre 2007 n.248 introduce un comma “e-bis” nell’art.8-quinquies, comma 2, del D.Lgs. 502/1992 ed in pratica “sterilizza” i possibili effetti della sentenza del T.A.R. Lazio 12.623/2007 con la quale è stato annullato il tariffario delle prestazioni specialistiche adottato con Decreto del Ministro della Salute 12 settembre 2006, nel senso che il budget assegnato non può in ogni caso essere superato; ecco il testo:

8. Tariffe di prestazioni sanitarie e percorsi diagnostico terapeutici
1.  Ai  fini  del rispetto degli obiettivi di finanza pubblica e di programmazione  sanitaria  connessi alla stipula degli accordi con le strutture  erogatrici di prestazioni sanitarie per conto del Servizio
sanitario  nazionale,  all’art.  8-quinquies,  comma 2,  del  decreto legislativo  30 dicembre  1992,  n.  502, e successive modificazioni,dopo la lettera e) e’ aggiunta la seguente:

«e-bis)  la  modalita’ con cui viene comunque garantito il rispetto
del  limite  di remunerazione delle strutture, correlato ai volumi di
prestazioni  concordato  ai  sensi della lettera d) prevedendo che in
caso  di  incremento a seguito di modificazioni, comunque intervenute
nel  corso  dell’anno, dei valori unitari dei tariffari regionali per
la  remunerazione  delle prestazioni di assistenza ospedaliera, delle
prestazioni  di assistenza specialistica ambulatoriale, nonche’ delle
altre prestazioni comunque remunerate a tariffa, il volume massimo di
prestazioni   remunerate,   di   cui   alla  lettera b),  si  intende
rideterminato  nella  misura  necessaria  al  mantenimento dei limiti
indicati alla lettera d), fatta salva la possibile stipula di accordi
integrativi,   nel  rispetto  dell’equilibrio  economico  finanziario
programmato.».
2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto,  gli  accordi  con  le  strutture  erogatrici di prestazioni
sanitarie  per  conto del Servizio sanitario nazionale, eventualmente
gia’  sottoscritti  per  l’anno  2008, e seguenti, sono adeguati alla
previsione normativa di cui al comma 1.
3. All’articolo 1, comma 170, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
l’ultimo periodo e’ sostituito dal seguente: «Con cadenza triennale a
far  data  dall’emanazione  del  decreto di ricognizione ed eventuale
aggiornamento  delle  tariffe massime di cui al precedente periodo, e
comunque,  in  sede  di  prima applicazione, non oltre il 31 dicembre
2008,  si  procede  all’aggiornamento  delle  tariffe  massime, anche
attraverso   la  valutazione  comparativa  dei  tariffari  regionali,
sentite  le  societa’  scientifiche  e  le associazioni di categoria
interessate.

Regione Siciliana, aggregati di spesa specialistica esterna 2007. Decreto 13 dicembre 2007

DECRETO 13 dicembre 2007.

Determinazione, per l’anno 2007, dell’aggregato di spesa per l’assistenza specialistica convenzionata esterna.

 Specialistica esterna

Limiti alla fissazione retroattiva dei budget di spesa. Consiglio di Stato, A.P., sentenze nn.3 e 4 2012

Il Consiglio di Stato detta i limiti entro i quali il budget dei soggetti accreditati può essere fissato anche retroattivamente.

Le strutture private, che erogano prestazioni per il Servizio sanitario nazionale nell’esercizio di una libera scelta, potranno aver riguardo – fino a quando non risulti adottato un provvedimento definitivo – all’entità delle somme contemplate per le prestazioni dei professionisti o delle strutture sanitarie dell’anno precedente, diminuite della riduzione della spesa sanitaria effettuata dalle norme finanziarie relative all’anno in corso.

La tutela dell’affidamento richiede che  le decurtazioni imposte al tetto dell’anno precedente, ove retroattive, siano contenute, salvo congrua istruttoria e adeguata esplicitazione all’esito di una valutazione comparativa, nei limiti imposti dai tagli stabiliti dalle disposizioni finanziarie conoscibili dalle strutture private all’inizio e nel corso dell’anno.

La sentenza n.3/2012

La sentenza n.3

La sentenza n.4/2012

La sentenza N.4

Retta di degenza per malati di Alzheimer. Cassazione Civile, sentenza 22/3/2012 n.4558

Se le prestazioni sanitarie sono prevalenti su quelle sociali esse sono a totale carico del Servizio Sanitario (caso di malato di Alzheimer per il quale il Comune aveva chiesto il pagamento agli obbligati agli alimenti).

La sentenza