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CCNL dirigenza sanitaria del 23 gennaio 2024. La nuova anzianità di servizio.

L’art.22, comma 5, del CCNL 23 gennaio 2024, innova la nozione di anzianità di servizio, utile per l’accesso agli incarichi dirigenziali, aggiungendo, oltre ai contratti a tempo determinato, anche il servizio prestato presso “ospedali privati accreditati“.  Ai sensi dell’art.2,  comma 2, del CCNL, gli effetti decorrono dal 24 gennaio 2024, e si pone la questione dell’adeguamento del calcolo della anzianità. Si deve ritenere che in base alla nuova anzianità di servizio non possono essere assegnati nuovi incarichi dirigenziali retroattivamente, ma che la nuova anzianità possa essere fatta valere solo per i nuovi incarichi. L’art.62, comma 2, stesso CCNL inoltre non estende tale novità alla indennità di esclusività: per essa non è valido il servizio pregresso presso ospedali privati accreditati.Di seguito l’estratto dell’art.22:

Ferie non godute. Corte di Giustizia UE, sentenza 18 gennaio 2024 causa C-218/22

La Corte dichiara incompatibile con il diritto comunitario la normativa nazionale che, per ragioni attinenti al contenimento della spesa pubblica e alle esigenze organizzative del datore di lavoro pubblico, prevede il divieto di versare al lavoratore un’indennità finanziaria per i giorni di ferie annuali retribuite maturati sia nell’ultimo anno di impiego sia negli anni precedenti e non goduti alla data della cessazione del rapporto di lavoro, qualora egli ponga fine volontariamente a tale rapporto di lavoro e non abbia dimostrato di non aver goduto delle ferie nel corso di detto rapporto di lavoro per ragioni indipendenti dalla sua volontà. La sentenza: 

Remunerazione dei medici specializzandi 1982-1991. Corte d’Appello di Roma, sentenza 25 gennaio 2025 n.551

La Corte d’Appello riassume i termini della questione:
1) La prescrizione della pretesa risarcitoria è decennale ed inizio a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore del la L.19/10/1999 n.370. La Corte respinge quindi la tesi dell’illecito permanente,  che non farebbe mai decorrere il termine di prescrizione.

2) E’ ininfluente la  sopravvenuta disposizione di cui all’art. 4, comma 43, della legge 12 novembre 2011 n. 183 – secondo cui la prescrizione del diritto al risarcimento del danno da mancato recepimento di direttive comunitarie soggiace alla disciplina dell’art. 2947 c. c. e decorre dalla data in cui il fatto, dal quale sarebbero derivati i diritti se la direttiva fosse stata tempestivamente recepita, si è effettivamente verificato – trattandosi di norma che, in difetto di espressa previsione, non può che spiegare la sua efficacia rispetto a fatti verificatisi successivamente alla sua entrata in vigore, e cioè dal 1° gennaio 2012.

3) Mentre per gli anni accademici a partire dal 1983/1984 spetta l’importo annuo di Lire 13.000.000 previsto dall’art.11 della legge n. 370/1999, per l’anno 1982/1983 spetta un importo ridotto di un quarto, tenuto conto della porzione dell’anno accademico antecedente al 10.1.1983.

4)  A seguito di tale esatta determinazione monetaria, alla precedente obbligazione risarcitoria per mancata attuazione delle direttive si è sostituita un’obbligazione avente natura di debito di valuta, rispetto alla quale – secondo le regole generali di cui agli artt. 1219 e 1224 c.c. – gli interessi legali possono essere riconosciuti solo dall’eventuale messa in mora o, in difetto, dalla notificazione della domanda giudiziale.

La sentenza

Risarcimento del danno per mancata graduazione delle funzioni: CORTE DI CASSAZIONE SEZ. LAVORO, SENTENZE 9 MARZO 2023 N.7110 E 27 MARZO 2023 N.8663

Il ritardo nella graduazione delle funzioni e nella pesatura degli incarichi è inadempimento contrattuale e causa un danno risarcibile a titolo di perdita di chance, liquidabile secondo equità in base alla retribuzione di posizione, quota aziendale, tardivamente corrisposta.

La sentenza

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. LAVORO, ORDINANZA DEL 13/07/2023 N.20074

La Corte esclude che determinino “soluzione di continuità” ai fini dell’indennità di esclusività e di ogni altro istituto collegato all’elemento dell’anzianità di servizio gli intervalli temporali richiesti dalla legislazione e dalla contrattazione collettiva tra i diversi contratti a termine e, quindi, a maggior ragione intervalli minimi“.

La conseguenza è che l’anzianità di servizio si deve retrodatare comprendendo anche i contratti a tempo determinato e così anticipando sia gli incrementi di indennità di esclusività sia gli aumenti di retribuzione di posizione.

L’ordinanza

CORTE DI CASSAZIONE, ORDINANZA N.23059 DEL 27/07/2022

La Corte nega la retribuzione del lavoro straordinario ad un infermiere perchè non  autorizzato “preventivamente” e per “iscritto“. Infatti il lavoro straordinario è eccezionale e per essere conforme al buon andamento della amministrazione le esigenze di servizio e la copertura della spesa devono essere predeterminate e pertanto è ininfluente una autorizzazione in sanatoria, come un semplice “nulla osta”.

La sentenza

CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. LAVORO,SENTENZA 3 OTTOBRE 2023 N.27878

La Cassazione cambia idea, per il pagamento dello straordinario non è necessaria l’autorizzazione formale: “per autorizzazione si intende il fatto che le prestazioni siano state svolte non insciente o prohibente domino, ma con il suo consenso, che può anche essere implicito e giustifica il pagamento del lavoro straordinario.“

La sentenza; è in contrasto con quella che segue.

CORTE DI CASSAZIONE, ORDINANZA N.23059 DEL 27/07/2022.
Una stretta sul lavoro straordinario

La Corte nega la retribuzione del lavoro straordinario ad un infermiere perchè non  autorizzato “preventivamente” e per “iscritto“. Infatti il lavoro straordinario è eccezionale e per essere conforme al buon andamento della amministrazione le esigenze di servizio e la copertura della spesa devono essere predeterminate e pertanto è ininfluente una autorizzazione in sanatoria, come un semplice “nulla osta”.

La sentenza

Compensi per turno di guardia notturna e straordinario. Cassazione Civile, ordinanza 28 luglio 2023 n.23102

Il compenso per il turno di guardia notturna previsto dall’art. 8, comma 2, del CCNL Dirigenza medica, II biennio economico 2004/2005, deve essere corrisposto:

  • allorché il turno di guardia medica notturna si svolga interamente nell’orario di lavoro ordinario;

  • allorché il turno di guardia medica notturno si svolga almeno in parte nell’orario di lavoro ordinario.

    Nel caso di turno di guardia medica notturno che si svolge interamente in orario di lavoro straordinario, và pagato solo il compenso per il lavoro straordinario.

       L’ordinanza

Demansionamento del dirigente medico. Corte d’Appello di Catania, sentenza 1 febbraio 2023 n.30

Ai sensi dell’art.15 D. Lgs. n.502/1992 “la dirigenza sanitaria è collocata in un unico ruolo, distinto per profili professionali, ed in un unico livello, articolato in relazione alle diverse responsabilità professionali e gestionali“. Se è vero che nel pubblico impiego contrattualizzato non trova applicazione l’art. 2103 c.c. in quanto gli incarichi dirigenziali  esprimono la medesima professionalità in relazione alle diverse responsabilità professionali e gestionali, è anche vero che il medico non può essere posto in una condizione di sostanziale inattività, né essere assegnato a funzioni che richiedano un bagaglio di conoscenze specialistiche diverso da quello posseduto e allo stesso non assimilabile (in tal senso, Cass. n. 4986 del 2.3.2018; n.21473 del 19.8.2019; n.12623 del 20.4.2022).

La Corte quantifica così il danno nella mmisura di 1/3 della retribuzione netta per il periodo di dequalificazione.

        La sentenza

CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SEZ. VI, ORDINANZA DEL 08/02/2023 N.3804

Il danno da perdita di chance è soggetto a tassazione IRPEF?

Il danno da perdita di chance non è soggetto a tassazione IRPEF. Si tratta infatti di un risarcimento del danno e non di retribuzione.