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CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SEZIONI UNITE, SENTENZA DEL 14/12/2023 N.35092

La Corte decide definitivamente sul tasso di interesse maggiorato per il ritardato pagamento nelle transazioni commerciali (c.d.“europeo”) in ambito sanitario. 

E’ dovuto il maggiore tasso di interesse in favore delle farmacie e dei soggetti accreditati? Con una decisione poco condivisibile, la Corte considera le farmacie (per la fornitura dei farmaci di fascia “A”) come organi dello stesso S.S.N. e pertanto esclude gli interessi “europei”; considera invece i soggetti accreditati veri imprenditori commerciali cui è applicabile il tasso maggiorato.

Affidamento appalti a cooperative sociali di tipo B. Delibera ANAC n. 868 del 25 settembre 2019

La legge 381/91 all´art.1, sotto la voce Definizione, dispone: “Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l´interesse generale della comunità alla promozione umana e all´integrazione sociale dei cittadini attraverso:

a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi; b) lo svolgimento di attività diverse – agricole, industriali, commerciali o di servizi – finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate”. A ciò si aggiunga all´art. 4, la norma che configura chi sono le persone svantaggiate e cosa devono fare le cooperative per essere considerate cooperative sociali:

“4. Persone svantaggiate.

1. Nelle cooperative che svolgono le attività di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), si considerano persone svantaggiate gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di istituti psichiatrici, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, i condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione previste dagli articoli 47, 47-bis, 47-ter e 48 della legge 26 luglio 1975, n. 354, come modificati dalla legge 10 ottobre 1986, n. 663. Si considerano inoltre persone svantaggiate i soggetti indicati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, con il Ministro dell’interno e con il Ministro per gli affari sociali, sentita la commissione centrale per le cooperative istituita dall’articolo 18 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni.
2. Le persone svantaggiate di cui al comma 1 devono costituire almeno il trenta per cento dei lavoratori della cooperativa e, compatibilmente con il loro stato soggettivo, essere socie della cooperativa stessa. La condizione di persona svantaggiata deve risultare da documentazione proveniente dalla pubblica amministrazione, fatto salvo il diritto alla riservatezza”.

L’art. 5 della l. 381/1991 introduce un regime speciale per l’affidamento delle convenzioni riservate alle cooperative sociali di tipo B, derogando alle norme del codice dei contratti, giustificato dall’esigenza di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro delle persone svantaggiate.

Il legislatore pone come facoltativo il ricorso agli affidamenti in esame.

L’amministrazione può soddisfare l’interesse sociale al reinserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati attraverso altri strumenti, tra cui anche un «ordinario» affidamento di un appalto pubblico secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che tenga conto di criteri sociali.

La scelta di avvalersi del modulo convenzionale è quindi frutto di una valutazione discrezionale, che, come tale, deve essere adeguatamente motivata in relazione alle ragioni di fatto e di convenienza che la giustificano.

In particolare, il criterio dell’adeguatezza, che sorregge ed orienta l’azione della pubblica amministrazione, richiede:

  • che vengano esplicitate le finalità di ordine sociale che si intende raggiungere

  • che, in fase di esecuzione della convenzione, siano previsti appositi controlli onde verificare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

La sentenza

Interessi passivi pagati con anatocismo; termine per il rimborso. Cassazione Civile SS.UU. 2/12/2010 n.24418

Il termine di prescrizione per chiedere il rimborso degli interessi passivi con anatocismo pagati alle banche è di dieci anni dalla chiusura del conto e retroagisce sino al momento dell’apertura del conto.

La sentenza

Termine dilatorio per l’esecuzione nei confronti della P.A. Corte di Giustizia delle Comunità Europee, sentenza del 11 settembre 2008 n.265

E’ legittimo il termine dilatorio di 120 giorni prima del quale i creditori della pubblica amministrazione non possono intimare l’atto di precetto ed agire in via esecutiva. La Corte ritiene giustificata la disparità di trattamento rispetto ad i debitori privati.

La sentenza

Prova del maggior danno nelle obbligazioni pecuniarie. Corte di Cassazione, SS.UU., sentenza 16 luglio 2008 n.19499

La Corte precisa i criteri per il riconoscimento del maggior danno nelle obbligazioni pecuniarie rispetto agli interessi legali.
Per tutti i creditori è possibile fare riferimento al rendimento netto dei BOT a 12 mesi.
Per gli imprenditori commerciali è possibile fare riferimento agli interessi passivi usualmente applicati dalle banche, che oggi equivale all’EURIBOR maggiorato di uno spread da 0,20 a 2,50 punti. E’ ovvio che tale tutela si aggiunge a quella prevista dal D.Lgs.231/2002 (tassi di interesse moratori europei), ma non è soggetta alle contestazioni ancora oggi sollevate dalle Aziende UU.SS.LL. circa l’applicabilità della normativa ai rapporti di accreditamento e concessione pubblica.

La sentenza