Archivio per Categoria Responsabilità medica e sanitaria

Il medico che si allontana dall’ambulatorio commette il delitto di interruzione di pubblico servizio.

Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 24 novembre 2016, n. 52007

La sentenza

CORTE D’APPELLO DI CATANIA, sentenza del 30 luglio 2020 n.1410. Malasanità ed inosservanza delle linee guida.

La Corte d’Appello di Catania condanna l’Azienda Sanitaria Provinciale al risarcimento del danno per la morte di un paziente cui non è stato diagnosticato un infarto. La Corte ha censurato la mancata osservanza delle linee guida in materia di diagnosi e cura dell’infarto miocardico acuto; l’applicazione delle linee guida avrebbe evitato l’evento infausto con una probabilità maggiore del 50% (più probabile che non).

La sentenza

Ultime notizie

CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SEZIONI UNITE, SENTENZA DEL 14/12/2023 N.3509

La Corte decide definitivamente sul tasso di interesse maggiorato per il ritardato pagamento nelle transazioni commerciali (c.d.“europeo”) in ambito sanitario. 

E’ dovuto il maggiore tasso di interesse in favore delle farmacie e dei soggetti accreditati? Con una decisione salomonica (ed un pò forzata) la Corte considera le farmacie (per i farmaci di fascia “A”) come organi dello stesso S.S.N. e pertanto esclude gli interessi “europei”. Considera invece i soggetti accreditati veri imprenditori commerciali cui è applicabile il tasso maggiorato.

La sentenza

 

CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SEZIONI UNITE, SENTENZA DEL 14/12/2023 N.3509

La Corte decide definitivamente sul tasso di interesse maggiorato per il ritardato pagamento nelle transazioni commerciali (c.d.“europeo”) in ambito sanitario. 

E’ dovuto il maggiore tasso di interesse in favore delle farmacie e dei soggetti accreditati? Con una decisione salomonica (ed un pò forzata) la Corte considera le farmacie (per i farmaci di fascia “A”) come organi dello stesso S.S.N. e pertanto esclude gli interessi “europei”. Considera invece i soggetti accreditati veri imprenditori commerciali cui è applicabile il tasso maggiorato.

 

CORTE DI CASSAZIONE, ORDINANZA N.23059 DEL 27/07/2022.
Una stretta sul lavoro straordinario

La Corte nega la retribuzione del lavoro straordinario ad un infermiere perchè non  autorizzato “preventivamente” e per “iscritto“. Infatti il lavoro straordinario è eccezionale e per essere conforme al buon andamento della amministrazione le esigenze di servizio e la copertura della spesa devono essere predeterminate e pertanto è ininfluente una autorizzazione in sanatoria, come un semplice “nulla osta“. 

La sentenza

CORTE D’APPELLO DI CATANIA

La Corte d’Appello di Catania condanna l’Azienda Sanitaria Provinciale al risarcimento del danno per la morte di un paziente cui non è stato diagnosticato un infarto. La Corte ha censurato la mancata osservanza delle linee guida in materia di diagnosi e cura dell’infarto miocardico acuto; l’applicazione delle linee guida avrebbe evitato l’evento infausto con una probabilità maggiore del 50% (più probabile che non).

CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SEZ. VI, ORDINANZA DEL 08/02/2023 N.3804
La perdita di chance non è soggetta a tassazione IRPEF

 Si tratta infatti di un risarcimento del danno e non di retribuzione.

 

CORTE DI CASSAZIONE, ORDINANZA N.23059 DEL 27/07/2022.
Una stretta sul lavoro straordinario

La Corte nega la retribuzione del lavoro straordinario ad un infermiere perchè non  autorizzato “preventivamente” e per “iscritto“. Infatti il lavoro straordinario è eccezionale e per essere conforme al buon andamento della amministrazione le esigenze di servizio e la copertura della spesa devono essere predeterminate e pertanto è ininfluente una autorizzazione in sanatoria, come un semplice “nulla osta”.

 

 

CORTE D’APPELLO DI CATANIA, sentenza del 30 luglio 2020 n.1410. Malasanità ed inosservanza delle linee guida

 

La Corte d’Appello di Catania condanna l’Azienda Sanitaria Provinciale al risarcimento del danno per la morte di un paziente cui non è stato diagnosticato un infarto. La Corte ha censurato la mancata osservanza delle linee guida in materia di diagnosi e cura dell’infarto miocardico acuto; l’applicazione delle linee guida avrebbe evitato l’evento infausto con una probabilità maggiore del 50% (più probabile che non).

 

Corte d'Appello di Catania, sentenza 30 luglio 2020 n.1410
La sentenza

 

L’INDENNITA’ DI ESCLUSIVITA’ NON SPETTA AI DIRIGENTI DEL RUOLO AMMINISTRATIVO, TECNICO O PROFESSIONALE

Cassazione Sez. Lavoro, 9/3/2018 n.5706

In Lavoro/Indennità varie


CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SEZ. LAVORO, SENTENZA 3 SETTEMBRE 2018 N.21565

La Corte è contraria alle sentenze di merito più permissive: no alle mansioni superiori nel caso di svolgimento di incarico di sostituzione di dirigente di struttura semplice o complessa protrattosi oltre il termine legale: il ruolo dirigenziale è unico e le funzioni sono equivalenti.
Cassazione Civile, Sez. Lavoro, sentenza 3 settembre 2018 n.21565.

La sentenza in Lavoro/Mansioni superiori.

CORTE DI CASSAZIONE, ORD. N.7513 DEL 27/03/2018

Il danno morale – di per sé danno non patrimoniale – deve essere valutato separatamente dal danno biologico/esistenziale/alla vita di relazione, senza che con ciò vi sia duplicazione di risarcimento

Cassazione Civile, ordinanza n.7513 del 27 marzo 2018

 

TRIBUNALE DI VERONA, SENTENZA r.g. 1641/2018

Anche il Tribunale di Verona, dopo quello Messina, di Catania,  di Terni e di Cassino, riconosce il diritto all’incarico dirigenziale professionale di alta specializzazione per i dirigenti con più di cinque anni di anzianità di servizio.

 

 TRIBUNALE DI MESSINA, SENTENZA DEL 24 NOVEMBRE 2017

Anche il Tribunale di Messina, dopo quello di Catania e di Terni, riconosce il diritto all’incarico dirigenziale professionale di alta specializzazione per i dirigenti con più di cinque anni di anzianità di servizio; inoltre riconosce che la prescrizione è decennale.

Sentenza del Tribunale di Messina del 24 novembre 2017

Sono in corso di preparazione i ricorsi collettivi per ogni ASP regionale. Comunicate la disponibilità a info@dirittosanitario.com.

 

TRIBUNALE DI TERNI – SENTENZA DEL 29 GIUGNO 2017

Anche il Tribunale di Terni “dichiara il diritto della ricorrente di ottenere dal 1.2.2012 l’incarico dirigenziale ex art. 27 lett. c) CCNL 8.6.2000 con il relativo trattamento economico connesso (come previsto dalla contrattazione collettiva per i titolari di incarico ex art.27 lett. c”

Sentenza del Tribunale di Terni

TRIBUNALE DI CATANIA – SEZ. LAVORO

Dopo vari Tribunali in Italia, anche il Tribunale di Catania ha riconosciuto che al compimento del quinto anno di anzianità i dirigenti del SSN hanno diritto all’incarico professionale di alta specializzazione, con la connessa retribuzione di posizione unificata e variabile aziendale, con una maggiorazione che varia a seconda della graduazione delle funzioni di ogni azienda sanitaria.

Per la ASP di Catania ciò significa che, quantomeno al momento della entrata in vigore del CCNL del 08/06/2000, coloro che possedevano già l’anzianità di cinque anni avevano diritto non alla pesatura “16 ” (Euro 328,00 mensili),  ma alla pesatura di “30” (euro 615,00 mensili), con una differenza retributiva dovuta di circa Euro 5.000,00 lordi annui (per i medici e veterinari) e leggermente inferiore per gli altri ruoli.
A seguito del primo riconoscimento di tale diritto sarà possibile presentare una nuova istanza di negoziazione con l’ASP di Catania e, eventualmente, un nuovo ricorso giudiziario.

La sentenza del Tribunale di Catania – Sez. Lavoro su incarico dirigenziale di alta specializzazione e relativa pesatura

Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 24 novembre 2016, n. 52007

Il medico che si allontana dall’ambulatorio commette il delitto di interruzione di pubblico servizio.

Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza 24 novembre 2016, n. 52007

CASSAZIONE CIVILE SEZ. 3, SENTENZA DEL 19 OTTOBRE 2015 N.21090

Colpa della struttura sanitaria. La struttura santaria, debitore della prestazione, può liberarsi dalla colpa solo se prova che l’evento dannoso si sarebbe in ogni caso verificato. Il rispetto delle leggi e regolamenti non esonera da colpa per negligenza o imprudenza.

Cassazione Civile Sez. III, sentenza 19 ottobre 2015 n.21090

IL MEDICO IN TURNO DI PRONTA DISPONIBILITA’ NON PUO’ RIFIUTARSI DI INTERVENIRE:

LA MEDIAZIONE SANITARIA.

LA TRATTENUTA DEL 2,5% SULL’80% DELLA RETRIBUZIONE DEI DIPENDENTI PUBBLICI IN REGIME DI TFR E’ ILLEGITTIMA.

Sentenza del Tribunale di Enna, Sez. Lavoro, n.415/2015.

In Lavoro&Sanità/Previdenza

TRIBUNALE DI RIMINI, SENTENZA  3 GIUGNO 2015:

La legge “Balduzzi” non è retroattiva.

In Responsabilità/Giurisprudenza

CASSAZIONE PENALE, SENTENZA 22-05-2015, N. 21537

E’ da ritenere che la valutazione del comportamento del medico, sotto il profilo penale, quando si sia in ipotesi sostanziato in una condotta vuoi omissiva, vuoi commissiva dannosa per il paziente, non ammette un diverso apprezzamento a seconda che l’attività sia stata prestata con o in assenza di consenso.

La sentenza:


TRIBUNALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE, SENTENZA N.598/2015.

Il superamento del periodo di comporto per malattia causata dal datore di lavoro non è causa di licenziamento (fattispecie in tema di mobbing).

In Lavoro/Mobbing e licenziamento.

LA TRATTENUTA DEL 2,5% SULL’80% DELLA RETRIBUZIONE DEI DIPENDENTI PUBBLICI IN REGIME DI TFR E’ ILLEGITTIMA.

Sentenza del Tribunale di Roma, Sez. Lavoro, n.306/2015.

In Lavoro&Sanità/Previdenza

CASSAZIONE PENALE, SENTENZA DEL 25/07/2015 N.33329

Assistenza post operatoria e responsabilità medica di equipe.

La sentenza:

 

CORTE DI CASSAZIONE, ORDINANZA DEL 27/03/2018 N.7513

Danno morale e danno biologico.

Il danno morale – di per sé danno non patrimoniale – deve essere valutato separatamente dal danno biologico/esistenziale/alla vita di relazione, senza che con ciò vi sia duplicazione di risarcimento.

L’ordinanza

 

L’ordinamento prevede e disciplina soltanto due categorie di danni: quello patrimoniale e quello non patrimoniale. Ogni ulteriore specificazione non può costituire duplicazione. Corte di Cassazione, sentenza 27/03/2018 n.753

L’ordinamento prevede soltanto due categorie di danni: quello patrimoniale e quello non patrimoniale.
Entrambi costituiscono una categoria giuridicamente (anche se non fenomenologicamente) unitaria.
Ciò vuol dire che qualsiasi pregiudizio non patrimoniale sarà soggetto alle medesime regole e ad i medesimi criteri risarcitori (artt. 1223, 1226, 2056, 2059 c.c.).
Nella liquidazione del danno non patrimoniale il giudice deve, da un lato, prendere in esame
tutte le conseguenze dannose dell’illecito; e dall’altro evitare di attribuire nomi diversi a pregiudizi identici.
Costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione d’una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno biologico, e l’attribuzione d’una ulteriore somma a titolo di risarcimento dei pregiudizi di cui è già espressione il grado percentuale di invalidità permanente (quali i pregiudizi alle attività quotidiane, personali e relazionali, indefettibilmente dipendenti dalla perdita anatomica o funzionale: ovvero il danno dinamico-relazionale).
La misura standard del risarcimento prevista
dalla legge o dal criterio equitativo uniforme adottato dagli organi giudiziari di merito (oggi
secondo il sistema c.d. del punto variabile) può essere aumentata solo in presenza di conseguenze dannose del tutto anomale.

Non costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione d’una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno biologico, e d’una ulteriore somma a titolo di risarcimento dei pregiudizi che non hanno fondamento medico-legale, perché non aventi base organica ed estranei alla determinazione medico-legale del grado percentuale di invalidità permanente, rappresentati dalla sofferenza interiore (quali, ad esempio, il dolore dell’animo, la vergogna, la disistima di sé, la paura, la disperazione).
Ove sia correttamente dedotta ed adeguatamente provata l’esistenza d’uno di tali pregiudizi non aventi base medico-legale, essi dovranno formare oggetto di separata valutazione e liquidazione (come è confermato, oggi, dal testo degli artt. 138 e 139 cod. ass., così come modificati dall’art.1, comma 17, della legge 4 agosto 2017, n. 124, nella parte in cui, sotto l’unitaria definizione di “danno non patrimoniale”, distinguono il danno dinamico relazionale causato dalle lesioni da quello “morale”).
Il danno non patrimoniale non derivante da una lesione della salute, ma conseguente alla lesione di altri interessi costituzionalmente tutelati, va liquidato, non diversamente che nel caso di danno biologico, tenendo conto tanto dei pregiudizi patiti dalla vittima nella relazione con se stessa (la sofferenza interiore, il sentimento di afflizione e cioè il danno morale interiore), quanto di quelli relativi alla dimensione dinamico-relazionale della vita del soggetto leso. La sentenza:

LEGGE 22 dicembre 2017 , n. 219

Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento.

Il link

Consenso informato e danni imprevedibili. Cassazione Civile, sentenza 26/07/2017 n.18392.

L’imprevedibilità dell’evento esclude che vi possano essere motivi di censura in ordine alle modalità con le quali è stato espresso il consenso informato, in quanto l’arresto cardiaco e la morte non rientrano nelle possibili complicanze di quel tipo di intervento e pertanto non vanno illustrate.

La sentenza:

LEGGE 8 marzo 2017, n. 24

Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonchè in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie

CORTE DI CASSAZIONE CIVILE, SENTENZA 27 GUGNO 2011 N.14019

Se l’intervento è di routine, il medico risponde anche per colpa lieve.

Resposabilità medica d’equipe. Cass. pen. 25/07/2015 n.33329

Assistenza medica post operatoria e responsabilità medica d’quipe.

La sentenza