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Il rimborso delle spese mediche da fatto illecito è ammesso anche per quelle presso strutture private. Cassazione Civile, sentenza 22 ottobre 2023 n.29308 

Per la Cassazione l’obbligo di rivolgersi a struttura sanitaria pubblica anziché privata risulta priva di base normativa e logica e non può essere valutato negativamente a carico del danneggiato per non aver cooperato a alla riduzione del danno ai sensi dell’art.1127, II comma, cod. civ., ciò anche in considerazione del fatto che l’applicazione di tale articolo è stata persino esclusa con riferimento all’ipotesi di spese mediche sostenute all’estero;

Non esiste una sorta di automatismo – in relazione alla domanda di rimborso delle spese mediche – tra la scelta di rivolgersi a una struttura sanitaria privata e l’applicazione dell’art. 1227 comma 2 cod. civ.

La sentenza

Giurisdizione in materia di rimborso di spese mediche sostenute all’estero. T.A.R. Campania, sentenza 9/4/2009 n.1883

IL DIRITTO AL RIMBORSO DI SPESE SANITARIE SOSTENUTE PRESSO STRUTTURE NON ACCREDITATE NON E’ COMPRIMIBILE DALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.

Nota: Il T.A.R. ribadisce il principio, chiamando a sostegno la recente sentenza delle SS.UU. della Cassazione n.2867/2009, già pubblicata sul sito.
Come già ribadito in precedenza, tale principio si riverbera sull’annosa problematica dell’extra budget: i pazienti potrebbero rivolgersi direttamente all’ASL di compentenza per il rimborso, o, in alternativa, come già avveniva per l’assistenza indiretta, possono cedere il credito alle stesse strutture sanitarie private. La sentenza:

La sentenza

Giurisdizione in materia di rimborso di spese mediche sostenute all’estero. Cassazione Civile SS.UU. 6/2/2009 n.2867 

Il diritto alla salute non è affievolito perchè l’apprezzamento dell’amministrazione è esclusivamente tecnico e non discrezionale in senso stretto, non implicando l’esercizio di alcun potere di supremazia.

La sentenza

Rimborso spese mediche sostenute all’estero. Cassazione Civile, SS.UU., sentenza 18 maggio 2007 n.11567

“Spetta alla cognizione del giudice ordinario la domanda con cui l’assistito dal servizio sanitario nazionale, chiedendo il riconoscimento del diritto all’erogazione di cure asseritamente  urgenti e non ottenibili dal servizio pubblico, o al rimborso di spese effettuate presso una struttura privata senza preventiva autorizzazione, fa valere una posizione creditoria correlata al diritto alla salute per sua natura non suscettibile di affievolimento”.

Nota

Come è noto il presupposto per i rimborso di spese relative a cure presso strutture estere è la non disponibilità di terapia adeguata in strutture italiane intesa o in senso assoluto o relativo, ovvero l’urgenza del trattatmento incompatibile con le liste di attesa esistenti nelle strutture italiane competenti.

Secondo la Cassazione il suddetto presupposto, anche se oggetto di valutazioni discrezionali di natura tecnica, non radica la giurisdizione amministrativa poichè il diritto alla salute non può essere degradato a interesse legittimo.