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Gli enti ecclesiastici nel Servizio Sanitario Nazionale: la “classificazione”, la “convenzione”, l’ “accreditamento”. Consiglio di Stato, sentenza 06/02/2013, n. 697.

La posizione degli ospedali privati classificati era, sotto alcuni aspetti, “equiparata” a quella degli ospedali pubblici.
L’equiparazione certamente comportava, fin dalla L. n. 132 del 1968, la presenza degli ospedali classificati, al fianco di quelli pubblici, quale componente stabile del servizio sanitario, e rilevava nel momento della definizione delle aree di intervento e delle capacità operative delle strutture, assicurando ai primi una positiva considerazione ai fini del finanziamento pubblico dei necessari investimenti, a seconda del ruolo e delle funzioni rispettivamente attribuite nell’ambito della programmazione sanitaria.
A ciò va aggiunto, con riferimento al sistema di remunerazione delle prestazioni introdotto, in attuazione dell’articolo 8 del D.Lgs. n. 502 del 1992, con il D.M. 15 aprile 1994, che l’equiparazione degli ospedali privati classificati comportava il riconoscimento, per le prestazioni da essi erogate, delle medesime tariffe applicate alle aziende ospedaliere pubbliche

La sentenza

Natura dell’accreditamento. Consiglio di Stato, sentenza 17 settembre 2010 n. 6938.

Le autorizzazioni sanitarie, per l’importanza degli interessi pubblici coinvolti, radicati dall’art. 32 Cost., sono necessariamente rilasciate subordinatamente alla contestuale presenza di requisiti soggettivi (titolarità e moralità del titolare) ed oggettivi (idoneità della struttura); per il carattere fiduciario dell’autorizzazione, il suo titolare deve coincidere con la persona del gestore, per cui la stessa autorizzazione non è trasmissibile, non potendo costituire oggetto di negozi privatistici, per il generale principio d’immutabilità dei soggetti autorizzati nei rapporti con la P.A.

La sentenza contrasta con la natura dell’accreditamento, che riguarda solo caratteristiche tecnico-strutturali.
La sentenza:

L’accreditamento ha natura oggettiva? per il T.A.R. BARI, sentenza 17/12/2009 n.3246, sì.

Il T.A.R. opta per la natura oggettiva dell’accreditamento, purchè il soggetto subentrante o incorporante sia in possesso dei requisiti soggettivi richiesti. La sentenza:

Prova del maggior danno nelle obbligazioni pecuniarie. Corte di Cassazione, SS.UU., sentenza 16 luglio 2008 n.19499

La Corte precisa i criteri per il riconoscimento del maggior danno nelle obbligazioni pecuniarie rispetto agli interessi legali.
Per tutti i creditori è possibile fare riferimento al rendimento netto dei BOT a 12 mesi.
Per gli imprenditori commerciali è possibile fare riferimento agli interessi passivi usualmente applicati dalle banche, che oggi equivale all’EURIBOR maggiorato di uno spread da 0,20 a 2,50 punti. E’ ovvio che tale tutela si aggiunge a quella prevista dal D.Lgs.231/2002 (tassi di interesse moratori europei), ma non è soggetta alle contestazioni ancora oggi sollevate dalle Aziende UU.SS.LL. circa l’applicabilità della normativa ai rapporti di accreditamento e concessione pubblica.

La sentenza

Natura dell’accreditamento istituzionale. Consiglio di Giustizia Amministrativa, decisione 2 marzo 2007 n.89

Il C.G.A. sostiene che l’accreditamento istituzionale non è una concessione di servizio pubblico, ma un “accordo atipico” cui non si applica la regola della concorsualità nell’affidamento.

In proposito sorge qualche dubbio: se è vero che dalla recentissima direttiva europea sui servizi sono esclusi i servizi sanitari, è pure vero che anche in mancanza di una direttiva restano ferme le norme del trattato sul punto in questione (v. il documento della Commissione europea Le concessioni nel diritto comunitario). Ecco il testo della sentenza:

La sentenza

Gestione in forma societaria dell’accreditamento. Parere dell’Ufficio Legislativo della Regione Siciliana del 10 novembre 2001

Il venir meno del soggetto già provvisoriamente accreditato in forma individuale nella fase successiva al perfezionamento del trasferimento del rapporto de quo al nuovo soggetto societario (cfr. art. 5 del D.A. 4 agosto 1998) non sembra dover necessariamente riflettersi sulla permanenza del rapporto costituitosi tra la nuova struttura ed il S.S.N.; sempre che ovviamente tale rapporto sia stato validamente costituito“.

La sentenza